A seguire l’Intervista fatta al nostro AD Ing. Daniele Camisa, così riportata sul numero VI, Luglio-Agosto2013, L’INDUSTRIA DELLA GOMMA.

A pochi mesi dalla doppia rassegna sul mondo dell’impresa italiana delle guarnizioni, che abbiamo pubblicato nei numeri di novembre e dicembre dello scorso anno, siamo tornati tra i protagonisti del settore per farci indicare quali sono le ultime evidenze sul mercato. In uno scenario altamente instabile come quello attuale è infatti fondamentale verificare la tenuta delle nostre nicchie di eccellenza mondiali, come è appunto quella delle guarnizioni in gomma.

Il mercato sostanzialmente tiene, e anche se si stanno perdendo le certezze di soli pochi anni fa, quando ancora le commesse erano programmate a lungo termine, sono assai più numerose le testimonianze di un trend positivo rispetto a quelle negative. Un segnale che fa ben sperare, perché è proprio dai comparti più solidi che dovrà partire la ripresa della nostra economia. E anche se per il momento è impossibile fare pronostici a fine anno, traspare, dall’attivismo delle imprese e dall’elevato tasso di innovazione, che i nostri produttori non demordono e sono fortemente determinati a mantenere la supremazia di qualità e di prezzi che rende i nostri articoli inimitabili in tutto il mondo.

1. Alla luce di quanto potuto valutare in questi primi mesi del 2013, come si prospetta l’andamento dell’anno in fatto di vendite e ordinativi? Si intravvedono segnali di ripresa? 

No, segnali di ripresa non se ne vedono. Si naviga a vista, alternando periodi di lavoro molto intenso, dovuto a una commessa magari di una certa importanza con consegna brevissima, a periodi in cui il lavoro rallenta molto. In questo frangente dobbiamo produrre con anticipi di oltre due mesi rispetto alla consegna programmata, con il rischio che un ordine assunto senza garanzie di alcun tipo possa essere annullato o modificato in qualsiasi momento, mettendoci in serie difficoltà. Inoltre continuiamo a notare molti fallimenti  dei nostri clienti, che causano non solo la ovvia perdita di nuovi ordinativi, ma anche il mancato pagamento di quanto già scontato.

2. Dal punto di vista dell’innovazione del vostro settore dove si concentrano le novità? Sui materiali, sui sistemi di controllo qualità e di processo o in altri ambiti? E all’interno della vostra azienda come state affrontando il tema dell’aggiornamento tecnologico? 

Rispondendo con ordine iniziamo col dire che le più grosse novità si concentrano nei nuovi materiali plastici, in special modo quelli espansi: resine di vario tipo abbinate tra loro con altri materiali, un tempo completamente assenti dalla scena, che risolvono molte situazioni di fonoassorbenza e di isolamento dalle vibrazioni. Anche nel settore dell’imballaggio si affacciano questi nuovi materiali, che oltretutto sono rispettosi dell’ambiente.

Nel campo della gomma compatta non abbiamo richieste di nuovi materiali, al contrario della gomma espansa, dove la continua ricerca di economicità ha portato all’abbandono delle mescole di pura gomma tradizionali a favore di mescole ottenute con l’ausilio di polimeri sintetici. Purtroppo questo non è sintomo di innovazione, in quanto la ricerca punta in primo luogo ad un abbassamento dei costi a discapito molto spesso delle caratteristiche tecniche. Il controllo della qualità è un altro aspetto su cui puntare, in quanto oggi, come mai in passato, le conformità sono penalizzanti e lasciano il segno: sono ormai tante le aziende che lavorano in qualità. Diffusa è anche la pratica di fare pagare penali molto salate per ogni non conformità, sia che si tratti di pochi pezzi di valore risibile che viceversa di particolari molto costosi.

Per quanto riguarda il processo abbiamo allo studio una nuova struttura aziendale, che sarà applicata da settembre 2013. Si tratterà di un’innovazione di ampio respiro su tutti i processi aziendali, che dovrebbe assicurare un’efficienza e un’efficacia del tutto ragguardevoli.

Per quello che riguarda l’aggiornamento tecnologico, diciamo che il nostro ultimo investimento risale a 4 mesi fa: c’è tuttavia da dire che lavoriamo in un campo in cui probabilmente la tecnica ha già detto molto, se non tutto. Pertanto il compito di un’azienda si deve concentrare su una modernizzazione che riguardi anche tutto ciò che avviene prima e dopo la lavorazione, packaging in testa.